Acropoli del Circeo

Sul Monte Circeo c’è un’antica acropoli protetta da mura mastodontiche, così grandi da lasciar pensare che fossero stati i Ciclopi a costruirle. La loro misteriosa conformazione ha da sempre suscitato interrogativi che rimangono, ahimé, tuttora irrisolti.

Un sentiero escursionistico le percorre per tutta la loro lunghezza per poi scendere verso il Faro di Capo Circeo in un percorso panoramico ed esposto a sud.

ACROPOLI DEL MONTE CIRCEO

L’Acropoli del Circeo si trova nella zona del Monte Circeo che sovrasta il centro storico di San Felice Circeo e che siti affaccia sul Golfo di Gaeta e dall’altro lato sulle Isole Pontine.

La strada che nell’antichità portava all’acropoli doveva passare più o meno dove passa quella attuale oggi, che dal paese vecchio, con una serie di tornanti, raggiunge il lato settentrionale delle mura di fortificazione.

Le mura ciclopiche si possono percorrere camminando sul sentiero che dal belvedere delle Crocette arriva al Porto turistico di San Felice Circeo (sentiero 754 del Parco Nazionale del Circeo).

Lungo il cammino ci si può sedere sui massi giganteschi e fantasticare sulla probabile incredibile efficacia delle mura e sulla loro faticosa costruzione con i mezzi primitivi dell’epoca.

STORIA DELL’ACROPOLI DEL CIRCEO

Sulle orgini e sulla funzione dell’acropoli sono state fatte tante ipotesi e scritte altrettante teorie, spesso in disaccordo l’una con l’altra.

Le mura in opera poligonale sono lisce e levigate all’esterno, mentre all’interno gli enormi massi che le compongono sono grezzi e sporgenti, come in un muro a secco.

Questa tecnica permetteva di costruire in fretta e di rendere le mura inespugnabili dall’esterno, grazie ai pochi interstizi ed alle pareti lisce dove è difficile arrampicarsi.

Le mura ciclopiche sono comuni in altre zone del Lazio, come Norba (in provincia di Latina) ed Arpino (in Ciociaria). Alcuni teorizzano che a costruirle furono delle civiltà preromane, forse i Pelasgi che, esuli dalla Grecia, fondavano la loro cultura sulla terra, l’osservazione degli astri e la costruzione di possenti mura. Le tre cose erano probabilmente collegate: le mura ciclopiche del Lazio, secondo alcuni, sarebbero disposte imitando le costellazioni.

All’interno della fortificazione non sono state rinvenute costruzioni in muratura. Secondo certi questo sarebbe un chiaro indizio del carattere prettamente difensivo del sito, secondo altri il legno usato per costruire le abitazioni non sarebbe sopravvissuto al tempo.

Chi è stato a costruire le mura poligonali dell’acropoli del Circeo, come dicevamo più su, non è cosa certa. In accordo con certe teorie sarebbero opera dei Pelasgi, esuli greci che in diversi scaglioni colonizzarono in piccoli insediamenti l’Italia centrale. Secondo altre sarebbero i resti di una colonia romana costruita da Tarquinio il Superbo intorno al 500 a.C.

Qui trovate tutte le informazioni storiche sulle mura ciclopiche del Circeo e qui un racconto sulle mura poligonali che da Circe e Ulisse arriva fino ai re romani.

COSA VEDERE ALL’ACROPOLI DEL CIRCEO

Poco lontano dal sentiero delle mura ciclopiche (il sentiero 754 de parco del Circeo) potete divertirvi a trovare il pozzo ipogeo: un pozzo scavato nella roccia e probabilmente utilizzato per la divinazione attraverso l’osservazione delle stelle.

Un masso a forma di parallelepipedo, steso vicino alle mura, rappresenta (secondo alcuni) una mappa 3D della città antica: come i moderni plastici ricalca in miniatura la disposizione dell’acropoli e delle sue due porte.

Vicino alle Crocette (il belvedere sul Golfo di Gaeta con la croce) c’è la porta di ingresso all’Acropoli che è tuttora quasi intatta: sui due lati dei massi che fanno da stipiti sono visibili i buchi che garantivano la chiusura della porta mediante un apposito palo, mentre l’architrave è crollata.

 

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Con la nascita della colonia romana più in basso, dove oggi c’è il centro storico di San Felice Circeo, si sarebbe conclusa la storia attiva dell’acropoli, anche se probabilmente la sua efficacia difensiva tornò utile altre volte nel corso dei secoli, o comunque ci piace immaginarlo.

Su Circei.it trovate più riferimenti e una teoria approfondita sulla storia dell’acropoli.

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