Grotta del Serpente a Ponza

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“Androni impressionanti, profondamente incavati nel monte si allargano davanti ai nostri occhi: cinque corridoi a volta, ognuno largo da 3 a 4 metri e lunghi 30 metri, divisi da colonne robuste. Alle pareti resti di stucchi e decorazioni”.

A Ponza i Romani avevano scavato numerose cisterne per garantire il rifornimento idrico dell’isola. La cisterna che si trova nel centro storico di Ponza, la Cisterna della Dragonara, è visitabile attraverso le visite guidate. La meravigliosa cisterna della Parata e la Grotta del Serpente invece non sono visitabili. Vogliamo parlarne lo stesso però, sperando che un giorno lo siano e che al visitatore possa offrirsi un incredibile spaccato della Ponza romana, dei suoi cunicoli e dei suoi antri.

Grotta del Serpente

La Grotta del Serpente è una cisterna di Ponza, costruita in età augustea.

Perché si chiama così? C’entrano miti, leggende e dicerie popolari che in questo angolo del basso lazio hanno un fascino tutto particolare.

Secondo la leggenda un serpente sarebbe a guardia di un incredibile tesoro all’interno della grotta. Secondo altre leggende nessun fuoco riuscirebbe a restare acceso nell’antro e sarebbe spento da un soffio maligno, o dagli scherzi poco graditi dei “munacielli”.

Cosa c’è di vero? Senza dubbio la cisterna, in parte interrata nel corso dei secoli, è stata frequentata da bisce che è molto probabile abbiano dato il nome all’antro.

Un frammento di piombo rinvenuto all’interno della cisterna lascerebbe pensare che la grotta fosse effettivamente collegata all’acquedotto del Frontone, ma anche in questo caso la linea di confine tra la storia e la leggenda è labile e non ci sono prove certe a confermare l’ipotesi.

Grotta del Serpente: un resoconto di viaggio dell’800

Nel 1897 un viaggiatore svizzero di nome Johann Karl Graeser visitò Ponza e appuntò nel suo diario di viaggio il resoconto della visita della Grotta del Serpente, che è giunto fino a noi.

Attraverso gli appunti di questo viaggiatore abbiamo uno spaccato sulla cisterna di quegli anni, su come doveva apparire al visitatore e su come un turista straniero si muovesse nei territori non inclini al turismo dell’isola.

Il passo l’ho preso dal blog Frammenti di Ponza. Leggetelo se volete conoscere storie e pensieri sull’isola.

“Camminiamo ora al fresco del tunnel di Santa Maria, tra muri di opus reticolatum. Tutto mi ricorda gli ambulacri imperiali come appaiono nella Villa Adriana [parla di Villa Adraiana a Tivoli], dove il grande epicureo cercava riparo dai caldi raggi del sole estivo.

Appena fuori, che idillio! Il golfo silenzioso nel quale si trovava la reggia di Circe [secondo il viaggiatore straniero il palazzo di Circe si trovava a Ponza e non al Circeo].

Casette bianche fra fertili giardini, terrazze dove floridi viti si avvinghiano come nastri verdi attorno al collo bruno dei monti, incorniciati da siepi cerulee di aloè (agave americana).

Mi guida un ragazzo e mi vuol mostrare la Grotta del Serpente. Si avvicina ad un signore anziano, basso di statura, che lavora le vigne e il podere sul quale si trova la grotta, ma non riceve risposta alcuna, fino a che io non lascio cadere la parola “cavaliere”. Che sortisce, come sempre, il suo effetto.
“Felicissimo giorno” saluta il vecchio e con la più premurosa cordialità accoglie il raccomandato del ” cavaliere-sindaco” (Vincenzo De Luca) [il viaggiatore conosce il sindaco di Ponza di quel periodo e per avere accesso ai luoghi lo cita e in questo modo gli vengono spalancate le porte dell’isola].

Ha il viso rugoso; le rughe si incrociano come linee di rombo su di un muro romano e in esso si aprono due occhi piccoli, neri, furbi e scrutatori. Mi esamina e non trova nulla di sospetto. Allora diventa allegro e loquace e ci conduce, attraverso le sue terrazza di viti ben coltivate, ad una buca profonda, mezza riempita di detriti, dalla quale escono i rami nodosi di un fico.
Scendiamo.

Androni impressionanti, profondamente incavati nel monte si allargano davanti ai nostri occhi: cinque corridoi a volta, ognuno largo da 3 a 4 metri e lunghi 30 metri, divisi da colonne robuste. Alle pareti resti di stucchi e decorazioni.

Si racconta che qui sia stata trovata una testa d’oro massiccio che era posta in una nicchia della sala d’ingresso e pure tubi di piombo che dimostrano che questa è una delle tante cisterne romane distribuite un pò dovunque nell’isola. (Parte di tali reperti sono ora al Museo di Napoli).”

Come visitare la Grotta del Serpente

La grotta del Serpente di Ponza la momento non è visitabile. Di rencente era stata ripulita dalle erbacce e il passaggio aperto da un gruppo di volontari. Al momento davanti all’apertura della grotta c’è un cartello che indica la possiiblità di frane e quello che segnala la proprietà privata.

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Informazioni su Sara

Dal 2015 scrivo del Circeo e dei posti più belli della Provincia di Latina. Vado in canoa, adoro la bicicletta e sono una guida ambientale escursionistica. Se volete innamorarvi del Circeo e dell'intera zona dell'Agro Pontino vi accompagno alla scoperta di posti segreti, di storie curiose e miti antichi, eccellenze gustose e panorami iconici, a piedi o sulle pagine del mio blog!

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