Il mare sta bene

Una decina di anni fa avevo smesso di andare nel posto più bello che io abbia mai amato e che avevo avuto la fortuna di frequentare assiduamente.

La Rinascente, le Batterie e tutta la scogliera del Promontorio del Circeo erano diventati off limits.

Non che mi avessero stancato. Nelle mie notti insonni ed ogni volta che avevo difficoltà ad addormentarmi sognavo ancora di essere un pesce e, proprio come quando ero piccola, immaginavo di nuotare per fondali silenziosi illuminati da esagoni di sole con la leggerezza del primo uomo sulla Luna.

Quando non riesco a dormire immagino di essere un pesce e quel pesce ha sempre nuotato nello stesso mare. Non importa quante isole del Mediterraneo io abbia conosciuto nel frattempo o quanto sia bella la barriera corallina, nei miei sogni io nuoto sempre intorno al Promontorio del Circeo. Anche se avevo smesso di andarci.

L’acqua era stata per qualche anno sporca, o almeno ad agosto lo era. All’inizio avevo pensato fosse il caso di un giorno, ma mi era bastato vederla e rivederla per considerarla residente delle estati a San Felice Circeo, e non c’ero più andata.

Ecco, anni fa sono tornata al mare alle Batterie per puro caso e ci ho trovato un mare meraviglioso, identico al mare dei miei sogni. Cara saudade, lamentele e tristezza, anche se il nostro appuntamento sembrava ormai fissato, quel giorno non ci siamo incontrate ed a nuoto, lungo il Promontorio del Circeo, non ci incontriamo mai.

Il mare al Circeo è meraviglioso.

Ci sono giornate in cui le correnti sono pigre e non disperdono lontano dalla costa con instancabile efficacia la scia delle barche a motore. Ci sono mareggiate che depositano sui fondali la plastica che il mare ha dovuto inghiottire. Ma il mio posto da sogno è ancora là.

Una murena ondeggia sul fondale e sembra una dea animista, con il suo vestito d’oro e sabbia. Un sughero, che con la maschera mi appare enorme, si accorge di me e si allontana a lunghi scatti come in una gara di salto in lungo.

Raggiunta la distanza di sicurezza torna al moto uniforme sulla sua orbita silenziosa come quella degli astri.

Tra le alghe fitte del colore dell’autunno si danno da fare decine di pesci mimetici che, instancabili, si guadagnano le loro briciole come formiche di mare.

Il mondo che vedo è quello che raggiungo dalla superficie da cui pesca il mio boccaglio e quello che non vedo è nuova materia per i miei sogni.

Due occhiate si infilano in una fessura stretta che sembra tagliata con il coltello, senza dubbio è l’equivalente marino della tana del Bianconiglio, solo che qui ci sono migliaia di Bianconigli.

Il set perfetto delle nostre avventure acquatiche è una grotta dove giochiamo al piccolo biologo marino che scopre nuove forme di vita. Ci sono spugne bianche che camminano e sono piuttosto veloci considerando che non hanno zampe. Ci sono spruzzi di scoglio rosso corallo. Al tatto sentiamo i primi rametti che spuntano come corna ancora sotto pelle di un vitello da latte. Di certo dobbiamo tornare a monitorarli – ci diciamo guardandoci con fare esperto.

Certi scogli hanno la consistenza della sabbia perché c’è un verme che li mangia e li alleggerisce di minuscole e densissime gallerie (o è un verme che crea un involucro intorno agli scogli per poterli abitare?). Da lontano sembrano tante gobbe di un esercito di pescatori con la testa sott’acqua.

Camminiamo sui massi coperti di alabastro che luccica al sole. Penso che da piccola, quando setacciavo il brecciolino della strada di casa alla ricerca dei sassi d’oro e di altri tesori, sarei potuta morire alla vista di quel lastrone brillante di oro purissimo.

Scavalchiamo qualche scoglio ed entriamo in un mondo marino scuro e silenzioso, primitivo ed universale. L’ingresso a questa seconda grotta è sbarrato da mare da giganteschi sassi aguzzi caduti chissà quando e con quale frastuono. Ci passa solo il mare che crea all’interno una grande piscina di acqua fresca e placida. Le pareti coperte di lilla e viola raccontano che il mare, nonostante tutto, oggi sta proprio bene.

Doppio una punta e, girato l’angolo, l’argento delle alici, come piccole astronavi tutte in viaggio per lo stesso pianeta, mi abbaglia, ed è tutto molto molto più bello dei miei sogni.

LEGGI ANCHE:

DOVE FARE SNORKELING AL CIRCEO

GROTTE MARINE DEL PROMONTORIO DEL CIRCEO

Precedente Come arrivare a Sperlonga con i mezzi Successivo Tour guidato sul Promontorio del Circeo

Lascia un commento

*