Monte Redentore: percorso e come arrivare

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Il Monte Redentore, in realtà spalla meridionale del Monte Altino, offre uno dei panorami più belli del Lazio. Si vedono Gaeta, il Circeo, le isole Pontine, Ischia, Vesuvio e il Garigliano, oltre che le vette dei Monti Aurunci alle spalle del Cristo.

Il percorso parte a quota 810 metri sul livello del mare dal Rifugio Pornito, a Maranola, e arriva sulla cima dove svetta la statua del Cristo Redentore. Discendendo si passa per l’Eremo di San Michele Arcangelo, incastonato nella roccia in posizione panoramica sul golfo.

Qui di seguito trovate tutte le informazioni sul percorso, con i tracciati dei vari itinerari per raggiungere la cima del Redentore, mappa e la possibilità di prenotare un’escursione guidata.

Monte Redentore a Formia

Il Monte Redentore (1252 m) è una cima del Monte Altino (1365 m), la più meridionale e affacciata sul Golfo di Gaeta. L’itinerario che porta sulla cima permette di godere il meglio dei Monti Aurunci. La caratteristica più spettacolare di questi monti infatti è la loro vicinanza al mare. La vetta più alta, il monte Petrella, misura 1500 metri sul livello del mare e si trova a soli 7 km di distanza dal mare. Sulla cima del Redentore il mare dista da noi solo 5 km! Si tratta delle vette più alte più vicine al mare d’Italia.

Sulla cima la roccia forma una tipica cupola rivolta al mare sulla cui sommità è stata costruita una cappella e all’inizio del ‘900 vi è stata posta una statua del Cristo Redentore.

Si cammina su un percorso che profuma di salvia ed elicriso. Alle spalle della Cima del Redentore, sul Monte Altino, riparata dai venti da mare dalla cima stessa, c’è invece una faggeta rigogliosa. Nelle zone di radura alcuni alberi da frutto segnano la presenza antica dell’uomo, piantati vicino ai ruderi ancora visibili di nevaie e ripari per i pastori.

Percorso per il Redentore

Ci sono diversi itinerari per raggiungere la Cima del Redentore. Il più facile e alla portata di tutti parte dal Rifugio Pornito e percorre la via del Pellegrino. Questo sentiero, senza brusche pendenze, è stato creato per la costruzione della cappella che oggi ospita in cima la statua del Redentore. Si percorre in circa 2 ore di cammino (3-4 a/r). Non presenta zone d’ombra ed è quindi sconsigliato nelle ore più calde dell’estate.

Il sentiero è completamente affacciato sul Golfo di Gaeta con vista spettacolare. Nelle giornate nuvolose e con foschia il panorama non è visibile, ma le rocce calcaree che emergono da un tappeto di nuvole, creano un paesaggio lunare e indimenticabile. In inverno la Cima del Redentore ospita nevicate anche copiose, quindi è bene informarsi accuratamente sul meteo e partire attrezzati.

In alternativa si può percorrere la strada sterrata fino alla forcella di Fraile per poi continuare fino al versante settentrionale del Monte Altino. Questa strada fu costruita per trasportare la statua del Redentore in cima in un’impresa faraoinica che racconteremo più avanti. Questa seconda opzione è la più lunga.

L’anello piccolo del Monte Redentore è un’altra opzione, con un dislivello e una lunghezza simile a quella del sentiero del Pellegrino, ma con la possibilità di scoprire anche le zone di faggeta nella parte interna del Monte Altino.

Itinerari e tracciati

Qui trovate il tracciato solo andata per la Cima del Redentore a Formia passando per il sentiero del Pellegrino. Il percorso misura poco più di 4 km per 600 metri di dislivello. Per il dislivello pronunciato è classificabile come di difficoltà media, nonostante la comodità del fondo sterrato.

Qui trovate il tracciato del percorso ad anello che, dopo la salita alla Cima del Redentore sulla via del Pellegrino, prosegue verso il versante nord e la Sella Sola (1200 m). Raggiunge poi il punto di partenza al rifugio Pornito.

Il tracciato dell’itinerario che dalla Cima del Redentore prosegue verso il Monte Sant’Angelo e il Petrella lo trovate qui.

Qui invece trovate il tracciato dell’anello piccolo del Redentore.

Statua del Redentore

La Statua del Redentore, posizionata sulla Cima del Redentore a Formia, ha una storia curiosa. Fa parte delle 20 statue commissionate da Papa Leone XIII per salutare l’inizio del XX secolo e scongiurare le guerre e le nefandezze che avevano accompagnato il XIX. Il progetto prevedeva di porre 20 statue sulle vette italiane, in punti panoramici e affacciati sui luoghi abitati.

L’arcivescovo di Gaeta, sollecitato dal parroco di Maranola, fu velocissimo a proporre la candidatura del Monte Altino. Fu accettata in virtù della posizione super panoramica della cima, da cui lo sguardo spazia verso il Ischia, Capri e il Vesuvio, e ancora verso il Circeo e le Isole Pontine.

La statua, che inizialmente doveva prevedere 4 parti da fondere insieme una volta in cima, fu invece fusa in un unico blocco. Il peso complessivo era di 21 quintali. Fu trasportata in cima con l’ausilio di un enorme carro con enorme fatica e numerosi ostacoli, non difficili da immaginare. L’impresa faraonica richiese 40 giorni di lavoro e centinaia di volontari per un totale di 14 giorni effettivi di trasporto.

Anche la collocazione sulla sommità della cupola non fu di facile esecuzione. Ma la storia non finisce qui. Dopo appena qualche anno di pellegrinaggi e preghiere un fulmine colpì la statua decapitandola. Si racconta che la testa rotolò a valle fino a Maranola.

Il tempo di mettere insieme il progetto di restauro che iniziò la Prima Guerra Mondiale. Così la statua rimase a vegliare su Formia e su tutto il territorio senza testa, ricostruita solo alla fine della guerra.

Eremo di San Michele Arcangelo

L’Eremo di san Michele Arcangelo sul Redentore così come lo vediamo oggi è piuttosto recente. La facciata neogotica fu costruita nel 1835. Come cenobio però esisteva già 1000 anni prima, così come esistevano le due vasche di raccolta dell’acqua che oggi si trovano all’interno dell’eremo.

San Michele Arcangelo, santo combattente, è raffigurato con la sua spada dopo avere soggiogato il Diavolo. Il male infatti secondo la narrazione cristiana non deve essere sconfitto, ma soggiogato perché fondamentale per l’evoluzione umana.

Una sorta di diagonale immaginaria lega alcuni luoghi di culto di San Michele Arcangelo, da Mont Saint-Michel al Gargano, passando per la Val di Susa. Sarebbero stati proprio i pastori in trasnumanza dal Tavoliere delle Puglie a diffondere il culto dell’Arcangelo Michele qui sui Monti Aurunci. Questo santo forte e guerriero, tanto caro ai Longobardi, si erge a paladino nei luoghi più importanti per la civiltà contadina e pastorale.

Sul Redentore, a Formia, San Michele protegge con la sua spada una sorgente d’acqua, preziosa per la sopravvivenza dei pascoli e della pastorizia.

Eremo di San Michele Arcangelo

La sorgente di San Michele Arcangelo

Davanti all’eremo di San Michele Arcangelo c’è una piccola vasca per la raccolta dell’acqua. All’interno dell’eremo ce ne sono altre due e a ridosso della roccia, in fondo, c’è un grande abbeveratoio ricco di acqua anche in estate. Ma perché quest’acqua era così preziosa, tanto da essere considerata sacra? Sui Monti Aurunci e, in generale, sui Monti Volsci e sul massiccio centrale italiano, i torrenti montani e le cascate sono piuttosto rare se non assenti.

Questi monti sono fatti di rocce carbonatiche. A costituirle sono i resti di gusci di molluschi e scheletri di coralli che abitavano qui, in un mare calmo e tropicale quando l’Italia ancora non esisteva. Le rocce carbonatiche danno vita a fenomeni carsici, vengono in patre parole erose chimicamente dall’acqua. Per questo motivo l’acqua piovana, invece di scorrere in superficie lungo i pendii, si incunea tra le rocce fino al livello del mare, creando grotte e inghiottitoi, piuttosto che torrenti e cascate.

La roccia dove sorge l’eremo di San Michele presenta una rientranza accentuata dove l’acqua incanalatasi nella roccia percola con un apporto continuo di acqua. Ed è un’eccezione e in quanto tale ha rivestito nei secoli un’importanza fondamentale per la comunità pastorale.

Escursioni guidate

Visitiamo la cima del Redentore e l’Eremo di San Michele Arcangelo in escursione guidata con partenza dal Rifugio Pornito. Si cammina in sicurezza con una guida ambientale escursionistica tesserata Aigae e tutti i partecipanti sono coperti da un’assicurazione infortuni per tutta la durata dell’evento.

Scrivete a cosechetifarannoamareilcirceo@gmail.com per info e prenotazioni, oppure chiamate il +393391953796.

Come arrivare

Il Monte Redentore si raggiunge a piedi da Maranola seguendo l’intero percorso del Pellegrino oppure dal rifugio Pornito. Qui trovate la posizione esatta del Rifugio. Il rifugio è aperto tutti i weekend ed ha un ottimo menù con ottimi prezzi. Necessario prenotare perché può essere molto affollato, specialmente la domenica (388 986 8876).

Per arrivare al Rifugio Pornito si prosegue in salita da Maranola di Formia seguendo le indicazioni per la cima del Redentore. La strada è stretta e presenta stretti tornanti. Sotto al rifugio c’è un ampio parcheggio gratuito.

Parco naturale dei Monti Aurunci

Il Monte Altino e la Cima del Redentore fanno parte del Parco Naturale dei Monti Aurunci.

Il Parco misura quasi ventimila ettari e racchiude in sé gli ultimi rilievi del Lazio prima del confine con la Campania. Le vette superano i 1500 metri di quota e si trovano spesso, come il Redentore, a pochi chilometri in linea d’aria dal mare. I versanti meridionali sono brulli fino alle pendici. Subiscono infatti frequenti incendi e un pascolo a volte intensivo, che hanno portato ad una degradazione della macchia mediterranea e alla scomparsa delle leccete. Sui versanti opposti ci sono le faggete rigogliose dei monti Petrella e Faggeto, e ancora le leccete dei monti Ruazzo e Campone e la sughereta di Costamezza.

Le radure sui monti vedono lo sbocciare di tantissimi fiori di interesse botanico e circa una cinquantina di orchidee. La biodiversità dei Monti Aurunci è altissima. Ci sono 1900 specie vegetali che è un numero altissimo e che rappresenta quasi la metà delle specie presenti nel Lazio!

Qui di seguito trovate i contatti del Parco Naturale dei Monti Aurunci (Viale Glorioso, 10 04020 Campodimele (LT)): Tel: +39 0771598114 / 130 – Email: info@parcoaurunci.it.

Mappa e cartina

Su Amazon è possibile acquistare la carta escursionistica dei Monti Aurunci per esplorare passo dopo passo i sentieri del Parco Naturale dei Monti Aurunci, acquistabile qui:

Foto e immagini del percorso

Aggiornato il

Pubblicato da Sara

Dal 2015 scrivo del Circeo e dei posti più belli della Provincia di Latina. Adoro la bicicletta, il trekking e le passeggiate in natura. Se volete innamorarvi del Circeo e dell'intera zona dell'Agro Pontino vi accompagno alla scoperta di posti segreti, di storie curiose e miti antichi, eccellenze gustose e panorami iconici! Dal 2021 sono Guida Ambientale Escursionistica, ai sensi della Legge 4/2013, iscritta al registro AIGAE (Associazione Italiana Guide Ambientali Escursionistiche).

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