Bologna: la dotta, la grassa, la rossa.

Su questa pagina cerco di raccogliere le cose che vedo a Bologna. È un calderone da cui prelevare spunti e mete da visitare per permanenze più o meno lunghe. Spendo innanzitutto due parole generali sulla città, partendo dal titolo di questa pagina “Bologna: la dotta, la grassa, la rossa”. Questi tre aggettivi racchiudono la gran parte dello spirito di questa meravigliosa città. Dotta perché è sede della storica Alma Mater Studiorium, l’università più antica in Europa; grassa per la nota tradizione gastronomica (di cui parleremo più avanti); rossa per il colore predominante del mattone in città (l’aspetto è tipicamente medioevale) ma anche per la connotazione politica che ha sempre contraddistinto il luogo. Bologna è dunque un luogo molto vivo, animato da studenti universitari di ogni provenienza, ricco di cultura ed eventi, abitato da gente ospitale e calda.
La città si trova in una zona molto centrale dell’Emilia e del centro-nord della penisola italiana, proprio all’inizio della pianura Padana, pertanto rappresenta un importante nodo per i trasporti. Da Bologna dunque è facilissimo spostarsi verso qualunque destinazione, grazie alla combinazione di autostrade – stazione – aeroporto.

Piazza Maggiore, Basilica di San Petronio, Palazzo del Podestà

Probabilmente il luogo più famoso di Bologna, Piazza Maggiore è la piazza principale della città. Sulla piazza (che pare non venga percorsa in diagonale dagli studenti della Alma Mater Studiorum) campeggia la Basilica di San Petronio, meraviglioso esempio incompiuto di gotico italiano. Al suo interno (è anche possibile salire in cima) troverete la meridiana più lunga del mondo mai realizzata in un luogo chiuso, opera dell’astronomo Giandomenico Cassini. Le ore sono segnate dalla luce che entra dal foro posto a 27 metri. Altri edifici rilevanti presenti in piazza (lo stile è sempre medievale) sono il Palazzo del Podestà, Palazzo d’Accursio (sede del municipio di Bologna), il Palazzo dei Banchi e il Palazzo dei Notai. Il Palazzo del Podestà merita una nota particolare per via dell’acustica del Voltone, ossia la volta a crociera (dove pare venissero effettuate le impiccagioni) i cui 4 pilastri rappresentano i 4 santi protettori della città. Qui abbiamo uno dei 7 segreti di Bologna: se si parla a bassa voce contro un angolo della volta sarà possibile essere ascoltati perfettamente da chi porrà l’orecchio all’angolo opposto. Esistono diverse leggende in merito: la prima vuole che questo fosse l’unico modo possibile per dare la confessione ai lebbrosi, un’altra che fosse un escamotage per consentire ad amanti segreti di comunicare.

Bologna
Bologna
Bologna

Fontana del Nettuno

Adiacente a Piazza Maggiore troviamo la Piazza del Nettuno, nella quale spicca l’omonima fontana. Sopra questa si trova lui, “il Gigante“. Il Nettuno nasconde un altro dei segreti bolognesi: pare che allo scultore Jean de Boulogne fosse stato chiesto dal cardinale di ridimensionare gli attributi della statua. Pertanto l’artista lo fece ma si divertì con la prospettiva: posizionandosi in corrispondenza della Sala Borsa e osservando la statua, il pollice di questa sembrerà un pene in erezione.

Le torri di Bologna

Un altro dei simboli della città di Bologna è costituito dalle torri, in particolare dalle cosiddette due torri: la Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda. Anticamente pare che Bologna avesse un centinaio di torri, di cui solo una quindicina sopravvissute al giorno d’oggi. Alta quasi 100 metri e con circa 500 scalini, la Torre degli Asinelli è sicuramente la più famosa ed è visitabile pagando 3 €. Salire sulla torre (da non fare se non si ha fiato) secondo un’altra leggenda bolognese, non è consigliabile per gli studenti universitari della città, che rischiano di non laurearsi…

Dall’alto la vista è mozzafiato:

Il complesso di Santo Stefano

Il complesso di Santo Stefano si trova nell’omonima piazza e comprende diversi edifici sacri; è conosciuto anche col nome di complesso delle “Sette Chiese” poiché in origine esse erano sette (oggi sono quattro). La storia del complesso di Santo Stefano è articolata e potete trovarla qui. Curiosità sulla terza fotografia: le forbici incastonate nella tomba del sarto sono vere.

NB: durate il secondo sabato e la seconda domenica del mese questa zona si riempie di bancarelle: è un bellissimo mercato dell’antiquariato dove troverete tante perle, specie per i collezionisti.

San Giovanni in Monte

Proseguendo su via Santo Stefano, subito dopo il complesso delle Sette Chiese incontrerete via Farini. Da qui vedrete subito la traversa con la Chiesa di San Giovanni in Monte: un piccolo scorcio di Bologna che merita una breve visita.

 

Via Indipendenza, via Rizzoli e via Ugo Bassi

Via Indipendenza è la strada ricca di negozi che porta dalla Stazione Centrale in Piazza Maggiore. Qui troviamo un altro dei segreti di Bologna: all’inizio della via (dal lato di Piazza Maggiore/via Rizzoli) guardando sotto le volte del portico sotto Torre Scappi, vedrete le tre scritte “Panis vita, canabis protectio, vinum laetitia“, le quali stanno a significare “Il pane è vita, il vino è allegria, la cannabis è protezione”. In particolare quest’ultima è dovuta alla ricchezza che la coltivazione della canapa portava a Bologna. Da vedere anche le vie principali della città: Rizzoli e Ugo Bassi. Spettacolare viavai di gente e turisti, queste tre vie diventano isole pedonali il sabato e la domenica.

Cattedrale Metropolitana di San Pietro

In Via dell’Indipendenza troviamo la principale chiesa della città, ossia la Cattedrale Metropolitana di San Pietro. Davvero affascinante, è possibile visitarne il campanile pagando un biglietto di 5 €. La visita al campanile ve la consiglio caldamente: si sale in tondo lungo la torre in uno spazio molto stretto, è davvero particolare (forse per alcuni può essere un poco stancante). In cima troverete un campanaro che vi spiegherà tante cose in merito alle campane e alla tradizione campanara bolognese. Le campane sono 4, differiscono per grandezza e nota e sono montate attorno ad una struttura in legno detta “castello” risalente al 1600. Su Youtube sono presenti video di come queste vengano suonate (nelle grandi festività vengono suonate con circa 10 persone) che mostrano come questa possa essere una attività anche pericolosa. Durante la visita la guida di solito dà la possibilità di provarle con le proprie mani. Dall’alto inoltre si gode di una vista spettacolare, con la possibilità di vedere frontalmente la Basilica di San Petronio.

Dalla Cattedrale di San Pietro

 La Sala Borsa e gli scavi archeologici

La Sala Borsa si trova in Piazza del Nettuno. Il palazzo ospita la biblioteca ed è davvero bello. Oltretutto è possibile scendere nei sotterranei e ammirare gli scavi archeologici (si possono visitare gratuitamente o con una piccola donazione libera).

La finestrella di via Piella

Un altro dei segreti di Bologna è che in essa si cela una piccola Venezia. Andate in via Piella e potrete vedere il Canale delle Moline, che proviene dal Reno. In particolare venendo dalla direzione della stazione troverete sulla destra la “finestrella” e sulla sinistra l’affaccio vero e proprio sul canale. Questo perché Bologna è attraversata da una rete sotterranea di canali!

La Stazione Centrale e il Parco della Montagnola

La Stazione Centrale di Bologna è davvero enorme e si articola su più piani (sottoterra ci sono i binari per l’alta velocità). Teatro della famosa tragedia che tutti conosciamo come Strage di Bologna, il suo orologio è ancora fermo alle 10.25, orario in cui avvenne l’attentato. Troverete anche targhe commemorative e i segni dell’esplosione.

Nei pressi della Stazione Centrale, all’inizio di Via Indipendenza, si trova la Porta di via Galliera e il Parco della Montagnola. Questo parco è quello più centrale in Bologna e purtroppo non è curato come meriterebbe. Si accede da quel lato da una scalinata davvero bella, la cui presente foggia fu voluta da Napoleone, mentre un altro accesso è in Via Irnerio davanti Piazza VIII Agosto. Noticina in merito a quest’ultima piazza: il venerdì e il sabato trovete qui un grosso mercato di abbigliamento, bigiotteria e artigianato.

La storia della Montagnola e di Piazza VIII Agosto è antica: nata come “montagnola” di detriti e scarti dei cantieri, è un importante simbolo per i bolognesi perché attorno ad essa si è svolta tanta storia, in particolare quella che dà il nome alla piazza. L’8 agosto del 1848 i bolognesi, organizzati in maniera autonoma, scacciarono gli austriaci dalla città. Per una lettura più approfondita: Il Parco e la sua storia.

Sotto la bellissima scalinata del Pincio si trovano dei cunicoli utilizzati come rifugio antiaereo nel secolo scorso.

Sempre non distante dalla Stazione Centrale, ma nella direzione opposta, procedendo per Via Matteotti, si trovano la Chiesa del Sacro Cuore e il Teatro Testoni per ragazzi.

Il Compianto di Cristo

Non mancate di visitare il Compianto di Cristo di Niccolò dell’Arca, conservato nella Chiesa di Santa Maria della Vita (siamo sempre in centro, nei pressi di Piazza Maggiore). Il gruppo scultoreo rappresenta in maniera eccellente l’atto dell’urlo (capirete perché!); è visitabile pagando 3 €, con i quali potrete passeggiare anche per l’oratorio della chiesa.

Gastronomia bolognese

A Bologna il cibo è assolutamente in primo piano. Non potete non fermarvi a gustare un tagliere di salumi accompagnato da tigelle o crescentine, oppure i famosi tortellini, le tagliatelle, le lasagne, la gramigna, la cotoletta alla bolognese, la piadina
Posti dove ho mangiato bene a Bologna:

Trattoria Da Me, Salumeria SimoniLa ProsciutteriaSfoglia RinaOsteria BroccaindossoOsteria dell’OrsaTrattoria del RossoRe Enzo, Osteria Bass’OttoDa Sandro al NavilePolpette e Crescentine, 051 ZerocinquantunoTeresina, per bere e passare una bella serata in compagnia i locali in Via del Pratello, Via Petroni e Via Zamboni.

La strada del jazz

In memoria della grande storia jazzistica di Bologna, via degli Orefici e via Caprarie presentano una serie di stelle (alla Hollywood maniera) dei grandi nomi che si sono esibiti in città. Troverete qui anche una stella più grande delle altre: è quella di Lucio Dalla. A proposito: in via D’Azeglio si trova la sua casa.

Inoltre ogni anno ci sono delle intere giornate dedicate al jazz: troverete gruppi ovunque e una atmosfera davvero magica.

L’Archiginnasio

Sede storica dell’università e attuale sede della biblioteca comunale dell’Archiginassio, questo antico palazzo è un autentico tempio della cultura. L’ingresso nel chiostro è gratuito ma pagando il biglietto (4 €) è possibile visitare alcune importanti sale, in particolare il Teatro Anatomico (dove venivano dissezionati cadaveri per le lezioni di medicina) e la sala dello Stabat Mater. Vi consiglio la visita perché davvero interessante (specie il teatro).

I musei di Bologna

Altre mete interessanti a Bologna sono i musei. Per ora ho visitato:

Ne mancano ancora… Mi riprometto di aggiungerli a tempo debito.

Parco di Villa Ghigi ed Eremo di Ronzano

Da Via San Mamolo si può accedere al Parco di Villa Ghigi, che prende il nome dallo studioso Alessandro Ghigi. Il Parco contiene diversi sentieri e consente di vedere Bologna dall’alto, distinguendone le sue parti più famose (si vedono San Petronio, le Torri, Bologna Fiere, ecc). Risulta stupefacente ricordarsi di essere a due passi dal centro vista la totale calma che regna in questo luogo. Da qui salendo si può visitare l’Eremo di Ronzano.

Qualche fotografia in giro

Bologna è bella tutta: i locali, le librerie, ogni suo angolo.

…in definitiva, quali sono i Sette segreti di Bologna?

Alcuni li abbiamo già visti, altri no. Riepiloghiamoli tutti spiegando i mancanti:

  1. La piccola Venezia;
  2. Gli attributi del Nettuno;
  3. Le scritte in via Indipendenza;
  4. L’acustica sotto il Voltone del Podestà;
  5. Le tre frecce: andando per Strada Maggiore, partendo dalle Due Torri, troverete a un certo punto sotto il portico sulla destra un bar gelateria. Sopra esso alzate gli occhi e scorgerete (con un po’ di fatica) tre frecce conficcate nel soffitto. La leggenda vuole che tre briganti volessero assassinare un signorotto bolognese, ma proprio prima di tirare con l’arco furono distratti da una donna nuda affacciata ad una finestra, sbagliando così il colpo.
  6. Il vaso rotto in cima alla Torre degli Asinelli: pare in cima vi sia un vaso rotto (non visibile) il quale simboleggia la capacità dei cittadini bolognesi di risolvere i conflitti e le discordie politiche.
  7. Panum resis: su una cattedra/tavolo dell’università di Bologna si trova la scritta “panum resis” per indicare che la conoscenza è la fonte di ogni decisione.

La Basilica di San Luca

La Basilica di San Luca è molto amata dai bolognesi perché è la prima cosa che si vede rientrando in città dall’autostrada. Si raggiunge in auto, col trenino blu che parte da Piazza Maggiore oppure (consigliato) a piedi percorrendo il portico più lungo del mondo che porta alla cima. Si può partire dal centro città passando solo sotto per portici per un totale di 666 arcate oppure partendo direttamente dall’Arco del Meloncello: sono 2,4 km di portici in salita da questo punto.